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Lentamente Muore

Vorrei condividere con Te una poesia della scrittrice brasiliana Martha Medeiros.

Una poesia che è in grado di sondare luoghi ancora inesplorati del nostro mondo interiore, ma soprattutto, che è in grado di risvegliare quelle parti di noi che forse, in alcuni momenti della nostra vita, hanno bisogno di una spinta, di una carezza, per rinascere.


Ti invito a leggere queste parole con calma e presenza.

La parola è POTERE, nel bene e nel male.

Se usata bene, essa è in grado anche di guarire.

Se usata male, può creare danni anche permanenti.


L'intento di questa poesia, a mio parere, è quello di SVEGLIARCI.

Svegliarci dal sonno dell'automatismo e, soprattutto, dal torpore di una vita meccanica e infelice.


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“Lentamente muore

chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.


Muore lentamente

chi evita una passione,

chi preferisce il nero al bianco

e i puntini sulle “i”

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti all’errore e ai sentimenti.


Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo

quando è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza

per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita,

di fuggire ai consigli sensati.


Lentamente muore

chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.


Muore lentamente

chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o della pioggia incessante.


Lentamente muore

chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce

o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.


Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza

porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”

 
 
 

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